Petti di pollo alle spezie e uvetta

Un piatto ricco di sapore, un po' rinascimentale, che si ispira alle ricette aromatiche e speziate dei sontuosi banchetti che venivano organizzati alla corte di Lorenzo de' Medici, detto il Magnifico.


Ingredienti
5 petti di pollo, un ciuffo di salvia,un rametto di rosmarino, aceto balsamico, brodo vegetale, pepe verde in grani, pepe rosa in grani, sale, olio 5/6 cucchiai, uvetta ammollata gr 40.
Preparazione
In una padella antiaderente mettete l'olio extravergine di oliva e unite i petti di pollo con un trito di salvia e rosmarino, insaporite con un po' di sale. A metà cottura aggiungete un po' di brodo, qualche grano di pepe verde e pepe rosa, l'uvetta. Spruzzate l'aceto balsamico e fatelo evaporare.

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Pasta che passione!


Cosa c'è di più consolatorio di un piatto di pasta condito a proprio piacimento? Quotidianamente, sulle nostre tavole, i carboidrati (presenti nella pasta, nel pane, nelle patate), apportano benefiche energie, non solo al corpo, ma anche alla mente, rendendoci, in un certo senso, più appagati. Alcune persone, ritrovano addirittura il buonumore, dopo aver consumato, ad esempio, un piatto di lasagne al ragù! Da tenere presente che, in una dieta normale, la presenza di carboidrati è essenziale; quindi, viva la pasta, il nostro carburante!


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L'angolo della poesia - La casa di Bernardo

Una piccola dimora abbandonata,
senza nemmeno la porta d’entrata,
umida, modesta, ma accogliente,
una casetta che non costa niente.

Vi entrò lesto un tipetto solitario,
pareva fosse uscito da un acquario,
volle quindi seguir, nella sua vita
la grande vocazion dell’eremita.

Bernardo sparì nel suo interno:
ascoltò l’eco del mare d’inverno,
l’eco del mare nei giorni d’estate,
arrivò così il tempo delle pescate!

E' una congiura, un tradimento!
Pensò Bernardo sul momento;
scivolar dentro una rete da pesca,
qual miserabile fine grottesca!

Ben celato nella sua conchiglia,
fu portato, senza batter ciglia,
in una fumosa e unta cucina,
dentro un piatto colmo di farina;

vide l’acqua e con prontezza,
si tuffò, cercando la salvezza;
ma il fato fu con lui assai duro...
in pentola finì il povero paguro!!!


da "Pane, zucchero e vino" 
(Raccolta di Poesie e Filastrocche)


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Gamberoni alla portoghese


Ingredienti
Gamberoni gr 700, una cipolla, 3 spicchi di aglio, un ciuffo di prezzemolo, olio 7/8 cucchiai, passata di pomodoro gr 300, un bicchiere di Porto (vino liquoroso), peperoncino tritato qb,
pepe nero qb, sale qb.
Preparazione
In una padella antiaderente mettete l'olio con un trito di cipolla, aglio, prezzemolo, aggiungete quindi i gamberoni, il sale, il pepe nero e il peperoncino. Fate cuocere a fuoco lento. Insaporite con un bel bicchiere di Porto e fatelo evaporare. Infine il passato di pomodoro. Lasciate sul fuoco per qualche minuto e servite.

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Pomodori secchi sott'olio

Ingredienti
Pomodori secchi gr 500, spicchi di aglio, capperi sott'aceto, origano, peperoncino tritato, aceto rosso, olio evo.
Preparazione
Fate bollire per qualche minuto i pomodori secchi in una miscela di acqua e aceto (per 1 litro di acqua utilizzate mezzo litro di aceto). Questa operazione di acetificazione serve per prevenire la formazione del botulino. Scolateli e metteteli ad asciugare sopra un canovaccio. Sistemate i pomodori a strati in un barattolo di vetro e ogni strato aromatizzatelo con spicchi di aglio tagliati a metà, una manciata di capperi, un po' di origano sminuzzato e il peperoncino tritato. Infine riempite il barattolo con olio extravergine di oliva. Questa preparazione non ha bisogno di ulteriore bollitura.

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La milonga di Buenos Aires

Una sala elegante e un po' retrò, dalle luci soffuse. Piccoli tavoli e relative sedie disposte intorno, dove tutto è suggestivo, molto intimo. Una musica passionale che spinge l'uomo a invitare la donna a danzare; a chiuderla in un abbraccio serrato, a comunicare con il corpo e non con la parola, in perfetta sintonia con la musica. Questo luogo affascinante è la milonga! Il locale tipico di Buenos Aires, frequentato dai ballerini di Tango "milonguero". Le milonghe, sia nel nostro paese, che nel resto del mondo, si identificano con tutti quei locali pubblici, circoli associativi e scuole di ballo, dove si svolgono le serate di Tango. Definire il Tango soltanto un ballo è molto limitativo, poiché, dopo l'iniziale approccio, subentra l'esigenza di conoscere i grandi musicisti, di capire i versi della poesia tanguera. Nasce quindi la "tangologia", la Scienza del Tango che, a Buenos Aires, viene insegnata in tre istituzioni: la "Academia portena del lunfardo", la "Universidad del Tango" e la Academia Nacional del Tango", allo scopo di mantenere viva la vera essenza di questa magnifica danza.

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L'angolo della Poesia - La piccola mendicante di Via Scura


   
Ricci capelli scomposti su una testa
di bimba, occhi neri e bocca mesta,
che sussurra all’anonimo passante
frasi spezzate da un pianto straziante.

Vestita di stracci, fra solitudine e fame
chiede alla gente solo un pezzo di pane;
ma nessuno l'ascolta, nessuno la vede,

soltanto un cane è accanto al suo piede,
e quand’è sera, l'accompagna al giaciglio:
una coltre di paglia e un sacco di miglio."


da "Pane, zucchero e vino"
(Raccolta di Poesie e Filastrocche)


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Anatra con i sedani

Vi propongo questa antica ricetta toscana, che affonda le sue radici nella tradizione contadina del Valdarno: la "nana con i sedani", dal gusto saporito e ricco di aromi. Potete accompagnare questo piatto con l'ottimo Morellino di Scansano.


Ingredienti
Un'anatra a pezzi, sedani bolliti 3/4, olio evo, una cipolla, uno spicchio d'aglio, una costola di sedano, un bicchiere di vino rosso, passata di pomodoro qb, un uovo, sale e pepe.
Preparazione
Tagliate a piccole strisce i sedani bolliti, spremeteli un po' per togliere l'eccesso di acqua della bollitura, infarinateli e passateli nell'uovo. Friggeteli in olio bollente e asciugateli su carta assorbente. Mettete un po' d'olio in una casseruola con un trito di cipolla, aglio, sedano. Aggiungete l'anatra a pezzi, insaporitela con sale e pepe e rosolatela fino a prendere un bel colore. Mettete il vino rosso, fatelo evaporare e distribuite il passato di pomodoro. Fate cuocere. All'ultimo aggiungete i sedani e dopo circa cinque minuti spengete il fuoco.

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Passeggiate: l'incanto di Fiesole

Fiesole, amena e ridente cittadina in provincia di Firenze, risalente al periodo etrusco; dall'alto dei suoi quasi 300 metri, sul pendio del monte Ceceri, in posizione dominante le valli dell'Arno e del Mugnone.
La vita e la storia di questo agglomerato sono molto ricche: occorre ricordare che Fiesole è sempre riuscita a conservare la propria autonomia, nonostante la vicinanza di Firenze. La maggior risorsa di Fiesole è il turismo, integrato da piccole industrie, legate all'attività agricola (olio, vini, farine).
Si concentrano qui alcuni gioielli che vale senz'altro la pena vedere. Innanzitutto il bellissimo teatro romano, delimitato da enormi parallelepipedi che facevano parte delle mura etrusche, la chiesa di San Francesco, che risale al 1330, il Palazzo Vescovile, il Duomo, Santa Maria Primerana e il Palazzo Pretorio. Ma il fascino di Fiesole è dato dalla vista che si gode sulla città sottostante: questo spiega perché le prime ville fuori città sorsero proprio sui declivi di questo colle.
(da "Le più belle passeggiate nella nostra terra")

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Crocchette di grana

Ingredienti
Albumi 6, Grana grattugiato gr 300, pane grattugiato qb, olio per friggere.
Preparazione
Montate gli albumi a neve fermissima e incorporate delicatamente e un po' per volta, tutto il grana grattugiato. Ottenuta una pasta piuttosto densa, formate delle palline, rotolatele nel pane grattato e friggetele in olio bollente. Quando le crocchette saranno ben dorate toglietele dal fuoco e disponetele su un vassoio ricoperto di carta assorbente. Servite le crocchette caldissime. 

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Tricholoma Georgii (Prugnolo)

Dove cresce
Ai margini dei boschi, nelle radure, nei prati, nelle zone erbose dei tratti a terrazza delle colline; in gruppi di numerosi individui disposti a semicerchio o in lunghe file tra le erbe incolte che appaiono di un verde più intenso. Generalmente sempre in prossimità di rosacee, particolarmente cespugli di biancospino, rosa canina, rovi, alberi di prugne, meli ecc. In condizioni climatiche favorevoli inizia la comparsa già nel mese di maggio sino a tutto giugno.
A tavola
E' un fungo tra i più ricercati e apprezzati dai veri intenditori. Ottimo, si presta ad essere cucinato in vari modi, ma è soprattutto indicato per la conservazione sotto'olio.
(da "Funghi di casa nostra")

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Russula Cyanoxantha (Colombina maggiore)


Dove cresce Cresce in boschi di latifoglie e di aghifoglie. E' presente nelle stagioni favorevoli già a metà giugno, particolarmente abbondante nel periodo autunnale.
A tavola
Ottima, ha sapore dolce e gradevole; viene generalmente cucinata in piatti misti con altri funghi dal sapore più forte, come per esempio il prugnolo bastardo (clitopilus prunulus). Ma può essere consumata anche cruda, tagliata a fettine e condita con olio, sale e pepe.
(da "Funghi di casa nostra")

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Amanita Cesarea (Ovolo buono)


Dove cresce
Cresce alla fine dell'estate sino all'autunno inoltrato, nelle radure, ai margini dei sentieri, in zone aperte e in boschi di latifoglie.
A tavola
Commestibile. Ottimo. Eccellente crudo in insalata, con olio, sale, pepe, poco limone e con qualche scaglia di formaggio grana.
(da "Funghi di casa nostra")

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Pappardelle con i funghi

Ingredienti per 4 persone
Pappardelle fresche: gr 400, funghi porcini freschi: gr 250, pomodori maturi o pelati gr 200, 2 spicchi d'aglio, nepitella, olio d'oliva, sale e pepe.
Preparazione
Pulite i funghi eliminando la terra e sciacquandoli velocemente in acqua fredda. Tagliateli prima a fette e poi a quadrati non troppo piccoli. In una casseruola fate rosolare, in 5 cucchiai olio, gli agli interi e schiacciati e la nepitella. Appena l'aglio inizia a colorire unite i funghi e fateli sgrillettare per 5 minuti. Salate, pepate e aggiungete i pomodori pelati, privi di semi e schiacciati. Fate cuocere piano, con il coperchio, per circa 20 minuti. Eliminate agli e nepitella e conditeci le pappardelle cotte in abbondante acqua salata. Si serve senza parmigiano.
(dal libro di P. Petroni "Cucina Toscana")

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Cinghiale in salmì

Ingredienti
Polpa di cinghiale (con cotenna) gr 800, pomodori maturi o pelati gr 400, olive nere gr 200, una cipolla,una carota, un gambo di sedano, 2 spicchi d'aglio, alloro, rosmarino, noce moscata, vino rosso, olio d'oliva, sale e pepe q.b.
Preparazione
Tagliate la polpa a tocchetti, tipo spezzatino, metteteli in un tegame, salateli e fategli fare l'acqua tenendoli sul fuoco per qualche minuto.In una casseruola fate rosolare, in 8 cucchiai d'olio, un trito di cipolla, carota, aglio e sedano, unite anche l'alloro e un po' di rosmarino e fate appassire gli odori. Aggiungete i pezzi di cinghiale scolati e fateli colorire bene a fuoco vivace. Bagnate con un paio di bicchieri di vino, salate, pepate e cuocete lentamente. Quando sarà ritirato unite i pomodori e portate a cottura versando acqua o brodo caldo quando occorre. Mezz'ora prima di servire aggiungete le olive e profumate con noce moscata.
(dal libro di P. Petroni - Cucina Toscana)

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Buccellato di Lucca

Ingredienti
Farina gr 500, zucchero: gr 150, burro: gr 50, lievito di birra gr 20, 2 uova, un bicchiere di latte, uvetta gr 50, 2 cucchiaini di semi di anice, un pizzico di sale.
Preparazione
Impastate la farina, lo zucchero, le uova, il burro ammorbidito, il latte, un pizzico di sale e il lievito sciolto in poca acqua tiepida. Lavorate bene ottenendo una specie di pasta da pane, quindi unite l'uvetta e i semi d'anice pestati.
Fatene una palla e mettetela a lievitare, in luogo tiepido, coperta con un canovaccio.Con la pasta fate poi dei filoncini o delle ciambelle e con un coltello fate un taglio per il lungo in superficie (facilita la lievitatura) e lasciate riposare ancora per circa un'ora in un luogo tiepido. Spennellate con un uovo sbattuto e cuocete in forno medio per circa un'ora.
(dal libro di P. Petroni "Cucina Toscana")

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