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Ricetta dei lampascioni con spianata piccante e anfiteatro romano di Lecce



RICETTA DEI LAMPASCIONI CON SPIANATA PICCANTE CALABRESE
 
La mia ricetta vuole essere un omaggio ai meravigliosi prodotti tipici delle regioni del Sud Italia

Il lampascione o lampagione (Muscari comosum (L.) Mill., 1768) è una pianta erbacea della famiglia delle Liliaceae (o Hyacinthaceae secondo la classificazione APG), diffusa nelle regioni mediterranee. I fiori della sua pianta sbocciano in primavera e sono persistenti fino all'estate. Il bulbo globuloso di tale pianta, ricco di sali minerali e che cresce a 12-20 cm circa nel sottosuolo, è simile a una piccola cipolla di sapore amarognolo ed è consumato specialmente nell'Italia meridionale; particolarmente in Basilicata e Puglia.




Lampascioni con spianata piccante calabrese


Ingredienti
800 gr di lampascioni, 100 gr di spianata piccante calabrese, olio extravergine qb, due uova, sale, pepe nero, peperoncino, acqua qb, passata di pomodoro qb, un cucchiaino scarso di zucchero.
Preparazione
Pulite i lampascioni rimuovendo ogni traccia di terra e teneteli in bagno nell'acqua, per circa un'ora. Su ogni bulbo praticate un taglio a croce, passateli sotto il getto dell'acqua corrente e lessateli in abbondante acqua, leggermente salata, per circa un'ora. Scolateli e trasferiteli in una padella con dell'olio, insaporite con sale, pepe nero, peperoncino e un cucchiaino scarso di zucchero. Durante la cottura schiacciateli con i rebbi di una forchetta, versando, all'occorrenza, un po' di acqua. A metà cottura, aggiungete la spianata piccante a cubetti e 4 o 5 cucchiai di passata di pomodoro. Terminata la cottura, unite le uova, tenendo la padella su fuoco basso, mescolate il tutto con un mestolo di legno e servite.


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Altri consigli per cucinare i lampascioni

Il lampascione, nella cucina tradizionale pugliese e lucana, si prepara dopo aver ripulito i singoli bulbi di ogni traccia di terra e di radici, e dopo averli tenuti in acqua per circa un'ora (per consentir loro di perdere il liquido - amaro - che trasuderanno dopo essere stati "sbucciati"). I bulbi vanno cucinati interi, ma dopo averli intaccati nella parte inferiore (quella più larga) con un coltello, in maniera diversa a seconda della preparazione, che può essere in padella semplice, in padella con le uova o sott'olio.Nei primi due casi andranno incisi con numerosi tagli perpendicolari a formare una stella dalle molte punte, di modo che durante la cottura possano aprirsi come piccoli fiori. In tal modo possono essere stufati in padella con un coperchio, aggiungendo solo olio e poco sale, e schiacciandoli leggermente col dorso di una forchetta, oppure soffritti (poco), poi schiacciati leggermente con la forchetta e infine uniti alle uova sbattute con la sola aggiunta di un pizzico di sale.Incisi invece con una semplice croce, i lampascioni possono essere bolliti in acqua e aceto (una parte di acqua e una di aceto) con l'aggiunta di circa due pugni di sale grosso per 5 litri d'acqua. Una volta raffreddati potranno essere posti in olio di oliva senza altri aromi, o con l'aggiunta di aromi quali timo, origano e peperoncino. Si tratta di un prodotto che in tutte le preparazioni va cucinato con molta semplicità. I lampascioni hanno un profumo dolciastro e aromatico, e un sapore che coniuga una decisa nota amara con un retrogusto dolce molto rotondo e delicato.


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ANFITEATRO ROMANO DI LECCE
 

L'anfiteatro romano di Lecce è un monumento di epoca romana situato nella centralissima piazza Sant'Oronzo. Per dimensioni risulta essere tra le più importanti testimonianze romane di tutta la Puglia. Risale all'età augustea. L'anfiteatro misurava all'esterno 102 x 83 m, con l'arena di 53 x 34 m, e poteva contenere circa 25.000 spettatori. Il monumento venne scoperto durante i lavori di costruzione del palazzo della Banca d'Italia, effettuati nei primi anni del '900. Le operazioni di scavo per riportare alla luce i resti dell'anfiteatro iniziarono quasi subito, grazie alla volontà dell'archeologo salentino Cosimo De Giorgi e si protrassero sino al 1940. Attualmente è possibile ammirare solo un terzo dell'intera struttura, in quanto il resto rimane ancora nascosto nel sottosuolo di piazza Sant'Oronzo dove si ergono alcuni edifici e la chiesa di Santa Maria della Grazia.



9 commenti:

  1. queste foto pugliesi mi piacciono molto...mai mangiati i lampascioni,non credo di trovarli quassù...Buon we Paola, un abbraccio...

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  2. Lecce è la mia città...ogni volta che la vedo gioisco...grazie per queste splendide foto...I lampascioni non li ho mai fatti così, provo!

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    1. They look delicious..Bookmarked

      Aarthi
      http://www.yummytummyaarthi.com/

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  3. Mamma mia cosa mi fai vedere! Impazzisco per i lambascioni, con babbo pugliese e mamma molisana non immagini quanti ne ho mangiati da piccola. Qui non si trovano e ogni tanto mia madre me li manda, anch'io li preparo con le uova, mio padre li preferiva bolliti, poi con la punta delle dita prendendoli dall'apice li schiacciava nel piatto e li condiva con sale, olio e molto pepe nero, oppure a frittelline con la pastella, che buoni! nonostante gli effetti collaterali e il fastidio per la colla sulle mani per pulirli ne mangerei a quintali.
    Non ho mai visitato Lecce ma mi piacerebbe molto, è una ricchissima città dal punto di vista architettonico, storico....e gastronomico.
    Buon fine settimana con un abbraccio!

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  4. Sai che non ho mai mangiato i lampascioni? devo provvedere, perché sembrano davvero gustosissimi... la spianata invece sì, la conosco bene, me ne farei anche una scorpacciata alla faccia del piccante^^
    Sono sempre molto interessanti questi post dove sposi cucina e cultura! Brava!

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  5. ciao Lady
    ....mi chiedo che ci fai tu ultimamente con queste ricette della mia regione!!! ^___^
    I lampascioni , però, (consiglio eh) vanno tenuti un giorno in acqua fredda cambiandola spesso prima di lessarli, così perdono l'amaro (un po')
    ^___^
    baci

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  6. non mi piacciono i lampascioni, come tutte le verdure amare, ma questo post mi ha ricordato la mia infanzia.
    a mio papà, pugliese, piacevano molto e mia mamma li cucinava o lessi in insalata o impanati nell'uovo e fritti.
    adesso non è più così, ma negli anni sessanta a Torino, non si trovavano così facilmente

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  7. Lecce è una città stupenda,non conosco i lampascioni anche se vado molto spesso in Puglia e in Lucania e non ho mai provato a cucinarli.Mi devo rifare...e questa ricetta è troppo invitante.Una felicissima domenica

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  8. Sono stata tante volte a Lecce ma l'anfiteatro mi manca....quella spianata e` uno spettacolo
    Ciao
    Francesca

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